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strane prigioni

Mi sento prigioniera di una vita che non mi spiego, di un respiro che non mi appartiene, di un'esistenza che mi tiene schiava d se stessa. E'  tutto un turbino di paure, un tubino di incertezze un turbinio d'oblio oblio allo stato puro.
Sento che il mondo crolla sotto i miei piedi, sento di non poter sopprtare tre lutti in poco più di un mese, non ce la faccio più a pensare ad un'altra morte, ad un'altra lapide al cimitero, ad un'altra angoscia nei cuori dei miei cari, ad altre lacrime.
Prima lavinia che, senza dare alcun segno di cedimento si butta da un ponte e da il via a quel continuo assillo di domande:
-Perchè- mi chiedo del sonno e mi sveglio di notte urlando -Perchè- vedo scritto nei volti dei miei amici, -Perchè- mi chiede suo fratello in preda alla disperazione.

Perchè
Perchè perchè perchè perchè..


Poi il nonno, aspetta natale, lascia che tutta la famiglia si riunisca, che io torni da Pisa e poi se ne va, proprio il 24, in silenzio, con quella discrezione che era parte di sè e del suo rapportarsi con gli altri, con quella discrezione che è capacità di discernimento, che è appello all'intelligenza.
Adesso lo zio ad appena quindici giorni di distanza...e tutto è lutto, tutto è nero...

Si, magari sarà solo la vita che vuole la morte, magari sta tutto lì, capisci questo, hai capito tutto..solo che io ho bisogno che qualcuno me lo spieghi!

Pubblicato il 8/1/2009 alle 19.42 nella rubrica Diario.

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